Medicina Narrativa: parole che risuonano

Sono settimane che continuo a rimandare: il primo post deve essere sulla Medicina Narrativa! La Medicina Narrativa è uno dei motivi per cui esiste questo blog, il tema a cui mi sono appassionata…eppure continuo a rimandare. Perché?
Non mi sento pronta, più studio più mi sento ignorante e mi sembra di non padroneggiare l’argomento, mi manca quella chiarezza analitica che mi permette di esprimere lucidamente e in maniera intelleggibile il tema.

L’impressione è che la Medicina Narrativa sia come una grande scatola che ho appena scoperchiato con entusiasmo, per trovare al suo interno tante scatole più piccole e ho appena cominciato a guardarle una a una.

Capita sempre più spesso che parenti e amici me lo domandino: “ma che cos’è questa Medicina Narrativa?”
E io un po’ in imbarazzo arrangio discorsi confusi, ammasso frasi ed esempi, senza una struttura coerente. Sembra comunque che funzioni che il messaggio arrivi, nella sostanza.

Conoscere la totalità dell’argomento prima di parlare è una mia esigenza, ma è realmente possibile? Non esiste una costruzione di senso in fieri, già solo per il fatto di mettere in fila queste parole? Non è questa l’essenza dello storytelling?Qual è la mia storia, la connessione che mi lega alla Medicina Narrativa?
È una storia di risonanza, risonanza tra alcune parole chiave e la mia esperienza, il mio sentire, il mio mondo.
E allora, provo a raccontare la Medicina Narrativa attraverso alcune di queste parole chiave.

KEYWORDS

 

  1. L’universale nel singolare, il singolare nell’universale.
    Questa mi sembra la dinamica che si instaura tra EBM (Evidence Based Medicine) e NBM (Narrative Based Medicine): mentre la medicina “scientifica” fornisce leggi generali, basate sulla statistica, che il medico applica ai singoli individui, la medicina narrativa incontra il racconto singolare del paziente per coglierne verità universali. I due approcci non sono in contrapposizione, ma in costante dialogo come forme di conoscenza complementari perché limitate. (una variante di questo tema è la polarità quantità-qualità)
  2. Empatia
    Quella incredibile capacità di entrare in contatto con il mondo emotivo dell’altro, riconoscendolo come persona. Quello sguardo non reificante ma compassionevole, capace di cogliere la stessa nostra umanità nello sguardo dell’altro, di riconoscere la sua sofferenza come sofferenza ma anche come sua.
    Il paziente non è soltanto un corpo o un organo, è una persona che soffre. (E il medico, anche 🙂 )
  3. Persona
    La medicina narrativa ha alla sua base una diversa antropologia. Non prende in considerazione solo il Körper, il corpo oggetto, misurato e misurabile, ma anche il Leib, corpo vissuto il corpo che manifesta di essere più di un corpo, di essere una persona. E la persona, non il corpo o la malattia, è al centro di questa medicina.
  4. Costruzione di senso
    Raccontiamo storie per costruire senso, per costruire la nostra identità. Siamo animali biografici. La malattia, il dolore ci pongono di fronte al grande interrogativo: perché? Qual è il senso del mio dolore?
    La Medicina Narrativa offre al paziente lo spazio per affrontare questa domanda, guardare la sua storia dall’esterno attraverso la narrazione, integrare la malattia nella sua biografia e accettare di vivere questa esperienza, accompagnato.
  5. Malattia cronica
    La malattia cronica è il grande fallimento della medicina moderna nel suo delirio di onnipotenza: mentre si ostina nella ricerca di soluzioni alla patologia, perde di vista il malato e la sua esperienza di vita dentro quella malattia. Peggio ancora per la “malattia” cronica e inguaribile che si chiama vecchiaia, nascosta, negata e trasformata, appunto, in patologia. La Medicina Narrativa non dimentica i malati cronici e gli anziani. Se ne prende cura onorando la loro storia e la vulnerabilità che fa parte dell’uomo.
  6. Cura
    La MN recupera il senso della medicina come cura, come prendersi cura, come relazione che cura, come incontro da cui in qualche modo si torna, se non guariti, almeno cambiati (e il cambiamento è in entrambe le direzioni).
  7. Responsabilità
    Il medico prende delle decisioni, fa parte del suo ruolo e dei suoi compiti. Condividerle con il paziente significa non sopraffarlo e agire nel rispetto della sua dignità e  libertà. Con la Medicina Narrativa, medico e paziente costruiscono insieme la storia terapeutica rappresentata dal loro incontro, ciascuno secondo le proprie competenze e responsabilità.

 

2 Comments Medicina Narrativa: parole che risuonano

  1. Virgilio

    Ascoltare una storia di malattia non è un atto terapeutico, ma è dare dignità a quella voce e onorarla
    (Arthr W. Frank)

    Reply
    1. francesca

      Grazie per il commento. Dare dignità se non un atto terapeutico è certamente un atto di cura, nel senso più ampio e profondamente umano del termine.

      Reply

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