Italian Digital Health Summit 2015

Ieri si è tenuto a Milano il secondo Digital Health Summit organizzato da About Pharma. Mobile Health e Wearable Devices erano il focus dell’edizione 2015.
Non fate quelle facce stupite! Avete presente la fascia che mettete per controllare i battiti quando andate a correre? O l’app che vi ricorda quando dovete prendere le pillole? O quella che vi dice quando comincia il ciclo? E non ditemi che non avete sentito parlare di Apple Watch! Ecco, a meno che non vi abbiano ibernato negli anni 90 e scongelato ieri,  lo sapete tutti che cosa significa Mobile Health (mHealth, per gli amici). I nostri smartphone sono ormai  piccoli computer, capaci  – anche grazie a sensori e device wearable (indossabili) che monitorano parametri biometrici – di raccogliere le informazioni sulla nostra salute, elaborarle, condividerle e comunicarle (meglio se al medico) , ci forniscono indicazioni e suggerimenti e, perfino, ci aiutano a cambiare abitudini poco salutari giocando (gamification). Le potenzialità di questi strumenti sono davvero enormi.

Tante riflessioni interessanti e la presentazione di 4 nuovi progetti/dispositivi, tra cui una piattaforma per la Medicina Narrativa (ma a questa dedicherò un altro post nei prossimi giorni)

Di seguito potete leggere lo Storify del Live Tweet (realizzato da About Pharma), ma intanto vi tedio con una piccola riflessione personale.

Che cosa mi è piaciuto
Lo spirito critico, l’assenza di facili entusiasmi e di quella che è stata definita la “mitologia del nuovo”. Con le nuove tecnologie il rischio è quello di farsi stupire dagli effetti speciali, da tutto ciò che la tecnologia ci permette di fare. Ma fare solo perché si può fare è inutile e spesso dannoso.
E allora è meglio “pensare prima di fare” che significa osservare, ascoltare, cogliere i rischi e le opportunità e infine costruire una strategia d’azione. Tutte cose che potrebbero farci risparmiare tempo, soldi ed energie, sia nel pubblico che nel privato. Mi viene da dire “la sostenibilità della riflessione e del metodo”. Ma alla base di tutto questo resta da decidere qual è la finalità:  Digital Health con il paziente al centro, mi sembra un’ottima prospettiva per mantenere a fuoco il problema.

Oggi sono in sovraccarico di informazioni, spero di uscirne presto con altri post.

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