Il pensiero narrativo in medicina

Da sempre gli uomini individuano il significato delle loro esperienze attraverso la fondamentale strategia della narrazione, la quale è espressione di una vera e propria funzione congetturale: il pensiero narrativo. Le storie che noi costruiamo – per esempio quando ci rechiamo da un curante per raccontargli di un evento di cui non comprendiamo il significato e che ci affligge – hanno alcune caratteristiche fondamentali: sono contestuali, caratterizzate da uno sviluppo nel tempo, riguardano soggetti che agiscono in base a intenzioni, hanno una relazione di verosomiglianza con la realtà (e non di verità), sono caratterizzate da una trama e hanno spesso una composizione pentadica (attore, azione, scopo, scena, strumento). Ma, soprattutto, una caratteristica fondamentale delle storie è che esse danno forma alla realtà, in un processo in cui chi narra e chi ascolta hanno pari importanza. La narrazione chiama infatti a una reciprocità, ossia a una co-costruzione della storia. Questo significa che, in questa prospettiva conoscitiva, non può esistere un uditore-osservatore  distaccato dal processo di costruzione della conoscenza: uditore e narratore, come soggetto conoscente e soggetto conosciuto, concorrono entrambi alla costruzione del significato.

Lucia Zannini, Medical Humanities e medicina narrativa, Raffaello Cortina Editore

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