Fecondazione Assistita: storie di angeli e guerriere

Sono (finalmente) giunta al termine del project work realizzato per il master in Medicina Narrativa Applicata.
Per chi già segue il mio blog, ricorderete che si tratta di una raccolta storie sulla procreazione medicalmente assistita, forse avete anche già visitato il blog con le storie raccolte e persino letto delle difficoltà che ho trovato nel reperire online le storie.

Se mi avete seguito fino a qui, ma anche se siete capitati per caso sul mio blog e vi interessa saperne di più, potete leggere la presentazione del progetto su slideshare:

E grazie anche a tutte le realtà che hanno contribuito alla promozione del progetto
Progetto Iside Obiettivo Infertilità Cercounbimbo Mammole PianetaMamme PeriodoFertile NostroFiglio.it Fecondazione Assistita ed Eterologa (gruppo FB) Fecondazione Assistita -modifichiamo la legge 40 (gruppo FB) Procreazione assistita e infertilità (gruppo FB) Ovaio Policistico PCOS “Non sei sola” (gruppo FB)


Highlights dell’analisi delle storie

Mentre sto lavorando a un report più dettagliato, vorrei mettere in evidenza alcuni degli aspetti emersi dall’analisi che mi hanno particolarmente colpito

Il percorso di cura

Quasi tutte le narrazioni riportano di peregrinazioni alla ricerca di un medico/ginecologo considerato adeguato: più competente, umano e che non faccia perdere tempo prezioso. Le donne sempre più spesso consultano internet e i forum per raccogliere informazioni e si presentano dal ginecologo molto preparate e competenti.

Il giudizio generale sui ginecologi non è esaltante, meglio invece quello sui centri PMA, dove la specializzazione dei professionisti vince alcune delle critiche.

Emerge l’assenza di un percorso diagnostico completo e condiviso. Ciascun professionista/centro PMA sembra seguire linee guida personali sugli esami da svolgere per raggiungere la diagnosi e scegliere il tipo di intervento.

Due grandi assenti sono il medico di medicina generale,  le donne si rivolgono direttamente allo specialista, e lo psicologo/counsellor, che non viene mai menzionato, nonostante le linee guida internazionali indichino la necessità di un percorso di supporto.

Le critiche al Sistema Sanitario si focalizzano sui costi da sostenere e sui tempi di attesa, che portano a fenomeni di emigrazione verso altre regioni.

La gestione dei vissuti psicologici

L’attenzione e la sensibilità verso il vissuto emotivo dell’infertilità da parte dei medici è molto importante per le coppie, e soprattutto per le donne. Un atteggiamento empatico dal parte del medico sempre più raccomandato a livello internazionale, tanto da essere considerato – anche da parte delle coppie – parte integrante di un buon trattamento

Mental health aspects of women’s reproductive health. A global review of the literature, OMS, 2009 

Il percorso di diagnosi di infertilità e di PMA sembra muoversi sempre tra due polarità opposte: disperazione/speranza; la donna vittima del destino/ la donna protagonista e agguerrita.
La perdita di controllo (“il mondo che ti crolla addosso” “il destino avverso”), la frattura che ti rende “diversa” dalle altre e dal progetto di sé, e dall’altra  il desiderio di maternità che diventa motore dell’azione, forza interiore che permette di raccogliere i cocci e proseguire nonostante le delusioni.

Emozioni procreazione assistita - raccontare la saluteIl tentativo di recuperare il controllo – e far fronte ad ansie e preoccupazioni – avviene attraverso strategie di coping problem-focused attive: tra tutte emerge la ricerca di informazioni online, soprattutto attraverso i forum.
Sempre i forum e i gruppi Facebook svolgono un altro compito fondamentale: riparano quella frattura nella socialità e nell’identità personale, quel sentirsi diverse, costruendo una nuova socialità, una community di sorelle che vivono lo stesso problema. Le altre donne conosciute online forniscono un supporto emotivo continuo, lungo tutto il percorso e anche oltre, e strumenti per affrontare anche sul piano cognitivo alle difficoltà (condivisione di informazioni ed esperienze).
Nelle storie identificate come Quest, secondo la classificazione di Arthur W. Frank, la protagonista percepisce e racconta un cambiamento nell’identità: la “donna PMA”, segnata dall’esperienza e dalla necessità di percorrere una strada diversa e faticosa per raggiungere una gravidanza.

I racconti


I racconti, generalmente diari autobiografici, hanno una struttura  lineare, scandita secondo le tappe del percorso diagnostico, con l‘utilizzo competente del linguaggio medico. Su questa struttura si inseriscono momenti di riflessione più strettamente legati alla illness, qualche volta (ma più raramente) accompagnate da graffianti critiche al sistema sanitario.

La maggior parte dei racconti nascono come commenti a post su Facebook, scritti d’impulso, ma ricchi di dettagli e di riflessioni personali:  lo spazio “piccolo” del commento facebook non è percepito come piccolo (per leggere tutta la storia  è necessario cliccare su “altro”), ma come spazio di condivisione dilatabile e adeguato a raccogliere il racconto dell’esperienza e la testimonianza.

 

 

2 Comments Fecondazione Assistita: storie di angeli e guerriere

  1. Pingback: PMA e Medicina narrativa: una ricerca - Pagina 3

  2. Pingback: In viaggio per diventare genitori

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *