Rita Charon Day: la rivoluzione della medicina narrativa

Il 15 dicembre è stato ribattezzato (almeno su Twitter) il #RitaCharonDay: ma vi dirò di più è diventato addirittura trending topic (nonostante la mia assenza dal live tweet dovuta agli immancabili problemi tecnici che compaiono solo quando è importante esserci).

Ancora un segnale importante per la medicina narrativa in Italia: aumenta l’interesse e aumenta la volontà di parlarne.
Ci troviamo in un momento chiave ed è il momento di guardare alle prospettive future.

Il futuro delle domande radicali

Parlo di rivoluzione perché è stata proprio la Charon durante il dibattito con il pubblico a far emergere questa metafora, parlando di dinamiche di potere. Tutti i grandi movimenti della storia sono partiti da un piccolo gruppo di persone privo di potere, ha spiegato la Charon, suggerendo ai presenti, in quanto portavoce di questo movimento, di non scoraggiarci. Ci ha invitato a uno sforzo congiunto per aprire e far aprire (anche la politica) al nuovo approccio. E ha ribadito che se non vogliamo che la medicina narrativa rimanga solo una moda effimera è necessario che siano i vertici a cambiare. Perché operatori motivati che si trovano ostacolati da barriere organizzative, burocratiche e politiche andranno incontro soltanto a frustrazione e isolamento.

Il cambiamento proposto dalla Medicina Narrativa è rivoluzionario perché pone una domanda radicale, una domanda etica e politica:  a cosa serve il sistema sanitario? O in altre parole, “al servizio di chi? del profitto o della persona?

Il futuro del dibattito scientifico

Paolo Trenta di OMNI ha messo in evidenza l’importanza di rendere noti, anche con  pubblicazioni,  i progetti di medicina narrativa per far sentire la voce reale di questo cambiamento in atto. E anche la Charon ha sottolineato l’esigenza di misurare i risultati della medicina narrativa perché “We consider narrative to be evidence”.
In questo senso forse una società scientifica come la SIMeN potrebbe svolgere un ruolo fondamentale per il dialogo con la comunità scientifica.

Il futuro della rete e delle relazioni

Come si coniuga questa rivoluzione rispetto alla rivoluzione digitale? Credo che anche il digitale possa portare acqua al mulino della medicina narrativa: l’attività del CDHHU in questo senso è davvero esemplare, comunicare online senza banalizzare il messaggio si può.
E poi, lo ha sottolineato anche la Charon, il valore aggiunto del digital è che si tratta di una tecnologia che può essere al servizio delle relazioni, e se l’obiettivo per il futuro della medicina narrativa in Italia è quello di unire le forze è il caso di cominciare a fare rete anche attraverso la Rete.

Il momento è quello giusto, le persone giuste ci sono… “Now the hard work begins!”

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