Vaccini: uno scontro tra narrazioni

Ho scritto un lungo e impegnativo articolo per YourBrandCamp sul tema dei vaccini: in verità non parlo tanto dei vaccini quanto del problema dell’informazione online e di come il dibattito si trasformi il più delle volte in una guerra di fedi, da cui non sembra possibile uscire.

Il problema sembra essere strutturale, non solo dei social network, ma proprio del nostro modo di (non) ragionare. Quello tra pro e anti-vaccini (così come tanti altri online) è uno scontro tra narrazioni. Serve a poco fare informazione quando in ballo ci sono simboli, emozioni, rappresentazioni.

Ho provato a sviscerare come funzionano i meccanismi con cui scegliamo, ci formiamo un’opinione, argomentiamo e siamo più o meno vittime delle emozioni. L’articolo è più che altro un percorso di ricerca personale, il tentativo di formarmi un’opinione appunto, con tutti i limiti che descrivo proprio nell’articolo, con la volontà di capitalizzare nuovi dubbi e argomenti.

Buona lettura!

Vaccinarsi dal confirmation bias

Vaccini sì o vaccini no? Prima di prendere una decisione proviamo a capire come funziona il nostro modo di prendere decisioni, come ragioniamo o come sragioniamo, sui social network e nello studio del medico.

C’è qualcuno che non sa della diatriba tra pro e anti-vaccini?

Immagino che tutti coloro che sono dotati di una connessione internet siano capitati almeno una volta in un flame sul tema vaccini sì-vaccini no. Se volete farvi un’idea della diffusione e della portata del fenomeno potete dare un’occhiata a questo monitoraggio in tempo reale della Twittersfera. Anche chi non utilizza internet, ne ha sentito parlare attraverso altri media che non si lasciano certo sfuggire un tema che tanto infervora e, quindi, alza lo share/fa vendere di più.
Persino mia nonna ha visto lo scontro tra Red Ronnie e il virologo Roberto Burioni.

Bene, visto che lo sapete tutti, non ve lo racconto di nuovo.
Non sono qui per riaprire il dibattito. Non mi interessa in questo articolo argomentare pro o contro una delle tesi (anche se, ovviamente, ho la mia opinione). Non voglio raccontarvi dei rischi del crollo delle vaccinazioni denunciato dall’OMS, né degli interessi delle case farmaceutiche. Non sono qui per raccontarvi di quanto sono idioti quelli che non vaccinano i loro figli né di quanto sono ingenui o in malafede quelli che sostengono i vaccini. Niente di tutto questo.

Vi vorrei invitare non a guardare dentro alla scatola, ma a come è fatta la scatola.

Come siamo arrivati a questo punto?

Il team di ricerca di Walter Quattrociocchi dell’IMT Alti Studi di Lucca ha svolto un’interessante analisi quantitativa dei contenuti pubblicati su Facebook, per valutare come si diffondono due tipi di notizie: le notizie scientifiche mainstream e quelle complottiste. I risultati dettagliati li potete leggere in questo articolo pubblicato sui “Proceedings of the National Academy of Sciences”.

Il motore di tutto si chiama confirmation bias…

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